Bonus casa e incentivi: cosa sapere nel 2026

Cosa è cambiato in questo articolo · Come costruisco i numeri

In numeri

50% / 36%detrazione 2026 sui lavori: abitazione principale / altri immobilifonte
96.000 €spesa massima per unità immobiliare nei lavori di recupero ediliziofonte
5.000 €spesa massima del bonus mobili 2026, detrazione al 50%
90 giornidalla fine dei lavori per la comunicazione all’ENEAfonte

Dati aggiornati al 25 ottobre 2026.

Introduzione: il nuovo scenario dei bonus casa nel 2026

L’anno attuale segna una fase di stabilità per i principali incentivi legati agli immobili, dopo una lunga stagione di cambiamenti normativi e misure straordinarie. Con la legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22) le aliquote maggiorate del 2025 sono state estese anche al 2026; dal 2027 scendono. L’impianto normativo attuale è orientato alla prevedibilità e alla selettività degli incentivi, con una distinzione netta tra l’abitazione principale e gli altri tipi di immobili. Resta centrale il concetto di semplificazione e accessibilità per chi intende programmare lavori edilizi, mentre vengono in larga parte archiviate misure straordinarie, come il Superbonus (rimasto nel 2026 solo per i comuni dei crateri sismici), sostituite da un sistema ordinario, più controllato e in linea con le direttive europee in tema di efficienza energetica e sicurezza delle strutture.

Bonus ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus: regole, aliquote e novità per prima e seconda casa

Il quadro introdotto dalla Legge di Bilancio in vigore offre un modello a doppio binario, che distingue chiaramente tra l’abitazione principale e le altre unità residenziali. Per le spese del 2026 la detrazione è del 50% se i lavori riguardano l’abitazione principale e li sostiene chi ne è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento, e del 36% negli altri casi (guida dell’Agenzia delle Entrate, febbraio 2026).

  • Limite massimo di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare per i lavori di recupero edilizio, compresi quelli antisismici (art. 16 DL 63/2013); l’ecobonus ha invece limiti di detrazione propri per ogni tipo di intervento.
  • Ripartizione della detrazione: la detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo (Agenzia delle Entrate).
  • Ecobonus: anche l’ecobonus segue il doppio binario nel 2025 e nel 2026: 50% per chi interviene sull’abitazione principale come proprietario o titolare di diritto reale, 36% negli altri casi. Gli interventi antisismici seguono la stessa disciplina (art. 16 DL 63/2013). L’Ecobonus è dedicato agli interventi energetici sull’involucro edilizio, sull’impiantistica (dal 2025 non è più agevolata la sostituzione con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione) e su serramenti e finestre, sotto obbligo di trasmissione pratica all’ENEA e nel rispetto di determinati requisiti di prestazione e certificazioni.
  • Sismabonus: la detrazione riguarda gli interventi antisismici, anche sulle parti comuni dei condomìni, a condizione di avere le asseverazioni e i progetti richiesti dalla normativa (art. 16 DL 63/2013).

Per le spese del 2027 la detrazione scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri casi, sempre con limite di 96.000 euro; dal 2028 al 2033 sarà del 30% per tutte le abitazioni con limite di 48.000 euro, e dal 2034 del 36% con lo stesso limite (guida dell’Agenzia delle Entrate).

Tipologia interventoAbitazione principaleAltri immobili
Ristrutturazione edilizia50%36%
Ecobonus50%36%
Sismabonus50%36%

Per la detrazione maggiorata l’immobile deve essere la dimora abituale del proprietario o titolare di diritto reale (o di un suo familiare) e, se non lo è all’inizio dei lavori, deve diventarlo al termine dei lavori (circolare 8/E del 19 giugno 2025); in alcuni casi di acquisto o ristrutturazione di interi fabbricati il termine è quello della dichiarazione dei redditi dell’anno in cui si usa la detrazione per la prima volta.

Bonus Mobili 2026: condizioni, importi e collegamento con i lavori edilizi

Nel panorama degli incentivi prorogati trova spazio anche per quest’anno il Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici. Il bonus mobili ed elettrodomestici consente una detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro per gli acquisti del 2026, in dieci quote annuali, a chi ha avviato lavori di ristrutturazione dal 1° gennaio dell’anno precedente (quindi dal 1° gennaio 2025). La detrazione include acquisti come arredi, letti, cucine, poltrone, librerie e grandi elettrodomestici nuovi di classe non inferiore ad A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori (Agenzia delle Entrate).

  • Il limite di 5.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, pertinenze comprese, o la parte comune oggetto di ristrutturazione; chi ristruttura più unità ha diritto al bonus più volte (Agenzia delle Entrate).
  • Il bonus non è limitato all’abitazione principale: conta che i mobili arredino un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia, anche con la detrazione sulla seconda casa.
  • Sono esclusi dal beneficio gli acquisti scollegati da lavori edilizi avviati dal 1° gennaio 2025 o intestati a soggetti diversi da chi richiede la detrazione.

Il pagamento va fatto con bonifico o carta di debito o credito, non con contanti o assegni; non serve il bonifico «parlante» usato per i lavori (Agenzia delle Entrate). Verificate con il vostro tecnico le date dei lavori prima di acquistare.

La fine di Superbonus e bonus Barriere Architettoniche: quali lavori restano agevolati e nuove esclusioni

Alcune delle più celebri agevolazioni degli anni passati non sono più accessibili nel 2026. In particolare, il Superbonus, introdotto nel 2020 e gradualmente ridotto, è stato definitivamente sospeso, eccezion fatta per i cantieri nelle aree sismiche ancora sotto emergenza speciale. Analogamente, la detrazione del 75% per le barriere architettoniche riguardava le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025; dal 2026 gli stessi lavori rientrano nella detrazione ordinaria per il recupero edilizio (50% o 36%).

  • Superbonus: nel 2026 sopravvive soltanto nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dai sismi del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016 dove è stato dichiarato lo stato di emergenza: per quei cantieri la detrazione del 110% spetta anche per le spese del 2026, con opzione per sconto in fattura o cessione (art. 4 DL 95/2025).
  • Accessibilità: la fine del bonus barriere non elimina la possibilità di agevolare i lavori di abbattimento ostacoli; semplicemente il beneficio si allinea agli incentivi ordinari, riducendo il valore della detrazione.
  • Sconto in fattura e cessione del credito sono ormai chiusi per le detrazioni ordinarie: per l’ecobonus erano possibili fino alle spese del 2024 e restano solo casi particolari, come il Superbonus nei crateri sismici.

Come ottenere le detrazioni e consigli pratici: requisiti, limiti di reddito, errori da evitare e prospettive future

L’accesso agli incentivi fiscali sugli immobili richiede attenzione nella preparazione della documentazione, nelle modalità di pagamento e nella compilazione delle dichiarazioni. Di seguito, i principali aspetti da considerare:

  • Requisiti soggettivi: possono usufruire della detrazione i contribuenti Irpef, residenti e non, che possiedono o detengono l’immobile sulla base di un titolo idoneo, compresi inquilini, comodatari e familiari conviventi, con le regole descritte nella guida dell’Agenzia delle Entrate. Le regole variano leggermente a seconda degli incentivi, ma il pagamento delle spese deve essere tracciabile (bonifico «parlante» con causale dedicata).
  • Limiti di reddito: dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro ha un tetto alle spese e agli oneri detraibili: l’importo base è di 14.000 euro fino a 100.000 euro di reddito e di 8.000 euro oltre, da moltiplicare per 0,50 senza figli a carico, 0,70 con un figlio, 0,85 con due, 1 con più di due; i lavori edilizi rientrano nel calcolo con la sola rata annuale (guida dell’Agenzia delle Entrate).
  • Adempimenti fondamentali:
    • Conservare tutte le fatture, ricevute e certificazioni richieste dalla legge.
    • Il pagamento dei lavori va fatto con il bonifico «parlante» che riporta la causale con il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa (Agenzia delle Entrate).
    • Per gli interventi che comportano risparmio energetico la comunicazione all’ENEA va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale bonusfiscali.enea.it; la mancata trasmissione non fa perdere da sola il diritto alla detrazione.
    • Nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi) vanno indicati i dati catastali identificativi dell’immobile e, per chi lavora da detentore, gli estremi di registrazione del contratto; fatture, ricevute e titoli edilizi (CILA, SCIA, permesso di costruire, dove richiesti) non si allegano ma vanno conservati per i controlli (Agenzia delle Entrate).
  • Errori frequenti da evitare:
    • Acquistare mobili senza aver verificato con il tecnico le date dei lavori.
    • Effettuare il pagamento con strumenti non tracciabili o bonifici non corretti.
    • Omettere la presentazione delle certificazioni di conformità o la comunicazione all’ENEA per interventi energetici.
    • Superare i limiti di spesa o dichiarare importi errati, con rischio di perdita delle detrazioni.
  • Prospettive: le aliquote del 50% e del 36% valgono per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026; dal 2027 passano al 36% e al 30% (L. 199/2025). La pianificazione degli interventi e la verifica anticipata dei requisiti diventano così passaggi strategici per accedere a condizioni più favorevoli.

Fonti normative: legge di Bilancio n. 199/2025, Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Economia.

Da evitare

  • Non comprare mobili prima di aver verificato con il tecnico le date dei lavori: il bonus vale solo per lavori di ristrutturazione avviati dal 1° gennaio 2025.
  • Non pagare i lavori con un bonifico ordinario: serve il bonifico «parlante», con causale, codice fiscale del beneficiario e dati dell’impresa.
  • Non dimenticare la comunicazione all’ENEA per gli interventi energetici: va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Senza, il diritto alla detrazione non si perde da solo.
  • Non contare su sconto in fattura e cessione del credito: sono chiusi per le detrazioni ordinarie. Restano solo casi particolari, come il Superbonus nei crateri sismici.

Dove ho preso i dati

  1. Agenzia delle Entrate, Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali (febbraio 2026)
  2. Agenzia delle Entrate, guida Riqualificazione energetica (dichiarazione 2026)
  3. Agenzia delle Entrate, Bonus mobili ed elettrodomestici
  4. Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 22
  5. DL 95/2025, art. 4 (Superbonus crateri 2026)

Controllo del 25 ottobre 2026. Aliquote, imposte e termini rimandano al testo in vigore: se qualcosa è cambiato, scrivimi. Leggi anche: Acquistare un immobile da ristrutturare conviene davvero? · Quanto costa comprare casa: il calcolo delle imposte

Di Giuseppe Bergodi

Consulente immobiliare a Milano da oltre 35 anni, laureato in Architettura. Su questo sito spiego imposte, documenti e valutazioni di compravendita con i dati ufficiali, linkati in ogni articolo. Chi sono